Descrizione
La Vecchia Sinagoga, nel quartiere di Kazimierz a Cracovia, è il più antico edificio di sinagoga ancora in piedi in Polonia. Da fuori sembra più una fortezza che una casa di preghiera; dentro è un museo della vita e delle usanze ebraiche.
I muri spessi, le finestre alte e il parapetto con le feritoie vengono da una ricostruzione del 1570, con prestiti dall'architettura militare. Il risultato è un raro esempio sopravvissuto di sinagoga fortificata polacca.
La sala di preghiera è stata ricostruita con la sua bimah, la piattaforma al centro da cui si leggeva la Torah, e l'aron ha-qodesh originale, la nicchia nel muro orientale per i rotoli della Torah.
Il museo, una sezione del Museo Storico di Cracovia, mostra la vita ebraica in città dalla nascita alla morte: riti di preghiera, cibo, divorzio e lutto. Sono esposti oggetti liturgici. La sala di preghiera delle donne, del Seicento, ospita spesso mostre temporanee.
Nessuno sa con certezza quando fu costruita: 1407, forse 1492. Nel 1570 l'architetto italiano Matteo Gucci la ricostruì, dandole l'aspetto da fortezza. Altri lavori seguirono nel 1904 e nel 1913.
Per secoli fu il principale centro religioso, sociale e organizzativo della comunità ebraica di Cracovia, per la preghiera e per tutto il resto. Nel 1794 Tadeusz Kościuszko parlò da qui per conquistare gli ebrei alla sua insurrezione.
Una targa all'ingresso ricorda la visita: «Gli ebrei hanno dimostrato al mondo che, ogni volta che l'umanità può guadagnarci, non si risparmiano».
La seconda guerra mondiale l'ha quasi cancellata. Nel 1939 i tedeschi la profanarono e la saccheggiarono, ne rubarono i tesori e la usarono come magazzino; nel 1943 fucilarono contro il suo muro trenta ostaggi polacchi.
Fu ristrutturata fra il 1956 e il 1959 ed è un museo da allora. Sorge in via Szeroka, il vecchio cuore di Kazimierz, a due passi dal Wawel.
I muri spessi, le finestre alte e il parapetto con le feritoie vengono da una ricostruzione del 1570, con prestiti dall'architettura militare. Il risultato è un raro esempio sopravvissuto di sinagoga fortificata polacca.
La sala di preghiera è stata ricostruita con la sua bimah, la piattaforma al centro da cui si leggeva la Torah, e l'aron ha-qodesh originale, la nicchia nel muro orientale per i rotoli della Torah.
Il museo, una sezione del Museo Storico di Cracovia, mostra la vita ebraica in città dalla nascita alla morte: riti di preghiera, cibo, divorzio e lutto. Sono esposti oggetti liturgici. La sala di preghiera delle donne, del Seicento, ospita spesso mostre temporanee.
Nessuno sa con certezza quando fu costruita: 1407, forse 1492. Nel 1570 l'architetto italiano Matteo Gucci la ricostruì, dandole l'aspetto da fortezza. Altri lavori seguirono nel 1904 e nel 1913.
Per secoli fu il principale centro religioso, sociale e organizzativo della comunità ebraica di Cracovia, per la preghiera e per tutto il resto. Nel 1794 Tadeusz Kościuszko parlò da qui per conquistare gli ebrei alla sua insurrezione.
Una targa all'ingresso ricorda la visita: «Gli ebrei hanno dimostrato al mondo che, ogni volta che l'umanità può guadagnarci, non si risparmiano».
La seconda guerra mondiale l'ha quasi cancellata. Nel 1939 i tedeschi la profanarono e la saccheggiarono, ne rubarono i tesori e la usarono come magazzino; nel 1943 fucilarono contro il suo muro trenta ostaggi polacchi.
Fu ristrutturata fra il 1956 e il 1959 ed è un museo da allora. Sorge in via Szeroka, il vecchio cuore di Kazimierz, a due passi dal Wawel.