Descrizione
La Basilica di San Francesco è una chiesa francescana nella Città Vecchia di Cracovia, scura fuori e un'esplosione di colori dentro. È fra le chiese più antiche della città, e le vetrate e le pareti dipinte ne fanno una delle più insolite della Polonia.
L'artista che l'ha resa così è Stanisław Wyspiański, un nome di punta del movimento Giovane Polonia. Dal 1895 ricoprì le pareti di fiori e piante, in motivi floreali Art Nouveau che avvolgono la chiesa come un giardino.
Disegnò anche le vetrate dell'abside, realizzate a Innsbruck fra il 1899 e il 1904. Nelle giornate di sole la chiesa scura si riempie di colore. Sopra la cantoria, un'enorme figura di Dio Padre domina la navata, una vetrata amatissima dagli appassionati d'arte.
Accanto si trova il chiostro gotico del convento francescano, con i suoi affreschi del Quattrocento. Nella Cappella della Passione c'è una copia certificata e fedele della Sindone di Torino, consacrata da papa Giovanni Paolo II nel 2003.
La chiesa risale al Duecento ed è stata uno dei primi edifici alti in mattoni e arenaria della città. Chi la fondò è ancora oggetto di discussione: forse il duca Enrico il Pio, forse Boleslao il Pudico con la moglie, santa Kinga.
Nel 1850 un incendio devastò la chiesa e il convento, distruggendo secoli di tesori, compresi i documenti scritti della sua consacrazione. La sua rinascita arrivò per mano di un pittore, non di un costruttore.
La chiesa fu elevata a basilica minore nel 1920. Pochi anni prima, nel 1919, vi aveva vissuto il giovane frate Massimiliano Kolbe, che vi celebrò la sua prima messa dopo il ritorno della Polonia all'indipendenza.
La basilica sorge sul lato ovest della piazza di Ognissanti, di fronte al Palazzo dei Vescovi, che fu la residenza di papa Giovanni Paolo II durante i suoi soggiorni in città. È a pochi passi dalla piazza del Mercato.
Il chiostro gotico è chiuso ai turisti durante la messa.
L'artista che l'ha resa così è Stanisław Wyspiański, un nome di punta del movimento Giovane Polonia. Dal 1895 ricoprì le pareti di fiori e piante, in motivi floreali Art Nouveau che avvolgono la chiesa come un giardino.
Disegnò anche le vetrate dell'abside, realizzate a Innsbruck fra il 1899 e il 1904. Nelle giornate di sole la chiesa scura si riempie di colore. Sopra la cantoria, un'enorme figura di Dio Padre domina la navata, una vetrata amatissima dagli appassionati d'arte.
Accanto si trova il chiostro gotico del convento francescano, con i suoi affreschi del Quattrocento. Nella Cappella della Passione c'è una copia certificata e fedele della Sindone di Torino, consacrata da papa Giovanni Paolo II nel 2003.
La chiesa risale al Duecento ed è stata uno dei primi edifici alti in mattoni e arenaria della città. Chi la fondò è ancora oggetto di discussione: forse il duca Enrico il Pio, forse Boleslao il Pudico con la moglie, santa Kinga.
Nel 1850 un incendio devastò la chiesa e il convento, distruggendo secoli di tesori, compresi i documenti scritti della sua consacrazione. La sua rinascita arrivò per mano di un pittore, non di un costruttore.
La chiesa fu elevata a basilica minore nel 1920. Pochi anni prima, nel 1919, vi aveva vissuto il giovane frate Massimiliano Kolbe, che vi celebrò la sua prima messa dopo il ritorno della Polonia all'indipendenza.
La basilica sorge sul lato ovest della piazza di Ognissanti, di fronte al Palazzo dei Vescovi, che fu la residenza di papa Giovanni Paolo II durante i suoi soggiorni in città. È a pochi passi dalla piazza del Mercato.
Il chiostro gotico è chiuso ai turisti durante la messa.